Dott. Sandro Mangano

Lorenzo, il Filo Spezzato: Il Grido Silenzioso di una Generazione

16-10-2025 15:13

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Lorenzo, il Filo Spezzato: Il Grido Silenzioso di una Generazione

Non è un saggio. È un grido. Un tentativo disperato di dare voce a quell'agonia silenziosa che ha spezzato il filo.

Non è un saggio. È un grido. Un tentativo disperato di dare voce a quell'agonia silenziosa che ha spezzato il filo di Lorenzo, e di tanti altri giovani che portano il peso invisibile di una guerra combattuta ogni giorno tra le mura della propria pelle.

 

Il Nemico Interiore

Il dramma comincia nell'ombra, non sempre con eventi eclatanti, ma con un accumulo sottile, un senso persistente di non essere visti o compresi. Arrivi all'adolescenza e ti guardi allo specchio non con curiosità, ma con sospetto. La tua mente non è un alleato, ma un inquisitore che ti bombarda di difetti, di imperfezioni, di cose sbagliate.

Il mondo interiore diventa un campo di battaglia. La realtà è che si cresce con una convinzione sotterranea: "Non vado bene. Non sono abbastanza." E non importa quanto ti sforzi, non importa quanto ti camuffi, la paura di essere scoperto, di essere un impostore, è un veleno che ti brucia dentro. Non hai gli strumenti per dare un nome a questo malessere, e quando si manifesta, lo interpreti come l'ennesima prova della tua inadeguatezza. La lotta non è con il mondo, è con il proprio io, è con l'ombra di sé che non si riesce ad accettare.

 

Il Tradimento degli Affetti

Quando la base dell'accettazione di sé è così fragile, l'amore degli altri non può che essere percepito come la minaccia suprema. Ci si ritrae. Ci si barricano. Come puoi credere all'amore quando l'unica cosa che hai imparato è che, in fondo, sei destinato al rifiuto? Ogni affetto, ogni mano tesa, viene analizzata, soppesata, sabotata. L'abbandono o la delusione non sono rischi, sono certezze attese che confermerebbero la tua intrinseca fallibilità.

Lorenzo, come tanti, viveva con una doppia condanna: il bisogno disperato di connettersi e la paura paralizzante di fidarsi. Una vita in piena lotta con gli affetti, dove l'intimità non è un rifugio, ma il luogo del massimo rischio. La solitudine non è una scelta, ma l'unico posto che sembra sicuro.

 

La Corda Tesa Fino allo Strappo

E allora si combatte sul campo dei risultati. La vita diventa una corsa frenetica per dimostrare un valore che il cuore continua a negare. Traguardi, successi, applausi. Ma sono tutti compromessi, non vittorie reali. Ogni vetta raggiunta non porta gioia, ma solo la voce interiore che sussurra: "Non sei degno. Non basta."

Così si inizia ad alzare l'asticella all'infinito, a tirare la corda della propria esistenza. Si spinge il corpo, si spreme la mente, si rubano ore al sonno, alla quiete. Questa corda, tesa tra l'obbligo di eccellere e la convinzione di non valere, diventa una morsa mentale e fisica insostenibile.

Si diventa bravi, forse i migliori, ma il prezzo è altissimo. Il sorriso è una posa. La stanchezza non è più fisica, è dell'anima. E un giorno, quel filo sottile, quell'ultima risorsa di resilienza, cede. Si spezza. E il crollo è totale, definitivo.

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Il Fallimento Silenzioso della Società

A noi che restiamo, cosa ci dice il silenzio? Ci urla il fallimento di una società che si è innamorata della performance e ha dimenticato la “cura”, titolo di una canzone di Franco Battiato, tanto amata da Lorenzo. 

Abbiamo assistito, inermi, al lento sfilacciarsi di vite che volevano solo vivere una vita normale – fatta di amore semplice, di pace con sé stessi, di un futuro senza l'ansia costante di dover "meritare" l'aria che si respira.

È tempo di abbassare le luci della ribalta e accendere quelle della comprensione. Dobbiamo smettere di vedere il disagio come una debolezza individuale e riconoscerlo per quello che è: la sintomatologia di un sistema che ha lasciato troppi giovani soli a combattere guerre troppo grandi con strumenti, dove la società ci ha provato molte volte, non può che arrendersi e osservare da inermi, con la speranza di non arrendersi e riprovarci.

Lorenzo, la tua storia è diventata un monito. Che la tua pace sia per noi l'inizio di una battaglia diversa: quella per salvare chi resta, insegnandogli che basta essere. E che, a volte, mollare la presa sulla perfezione è l'atto di coraggio più grande. Sappi che hai vinto anche questa volta. 

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Dott. Sandro Mangano

Psicologo Catania

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Albo Psicologi Sicilia n. 12934-A

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